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Regina castelli carta
L’ultimo romanzo della celebre Millennium Trilogy di Stieg Larsson è La regina dei castelli di carta.

Il romanzo si apre con Lisbeth Salander ricoverata d’urgenza all’Ospedale Sahlgrenska di Stoccolma con una pallottola conficcata nel cervello. Lisbeth è reduce dallo scontro con certo Ronald Niedermann e con Alexander Zalachenko, a cui ha provato a spaccare il cranio con un’accetta. Lo stesso Zalachenko, che è ricoverato in condizioni tutto sommato non gravissime nella stanza accanto, rende la situazione assai surreale essendo il padre naturale di Lisbeth. Lisbeth viene operata d’urgenza dal dottor Anders Jonasson coadiuvato nell’intervento dal luminare Frank Ellis e le sue condizioni sembrano essere fortunatamente stabili, tanto da lasciare spazio a previsioni ottimistiche già nel post operatorio. Fuori dall'Ospedale Sahlgrenska, Mikael Blomkvist è totalmente impegnato a spiegare al commissario Thomas Paulsson della polizia di Uppsala, la sua versione dei fatti. Mikael, che ha vissuto in prima perona numerosi degli eventi appena trascorsi, continua a sostenere l'innocenza di Lisbeth in merito al triplice omicidio di Nils Bjurman, Dag Svensson e Mia Bergman esortando le forze di polizia a concentrare il loro interesse su Ronald Niedermann. Quest'uomo, spesso chiamato con l'epiteto "il gigante biondo", fortunatamente giace legato ad un cartello stradale in un fosso lungo la strada per Nossebro. Pur essendo un soggetto pericolosissimo in quanto affetto da una rara malattia chiamata analgesia congenita, che gli impedisce di provare dolore, Mikael è riuscito ad arginarlo e a legarlo in attesa di rinforzi. Paulsson sembra non credere più di tanto ai racconti di Blomkvist, che parla si spie russe al servizio della Svezia, e focalizza invece la sua attenzione sul “come” sia riuscito ad incatenare questo soggetto: a Blomqvist non resta che confessare stupidamente di averlo minacciato con una pistola Colt 1911 Government, arma che prontamente consegna. Paulsson, del tutto non curante dei consigli di Blomkvist, decide di mandare due soli agenti a prelevare Niedermann e stabilisce che sia aperta una procedura contro Mikael Blomkvist per detenzione abusiva di arma da fuoco. Come volevasi dimostrare però, gli agenti Gunnar Andersson e Fredrik Torstensson, mandati a prelevare Ronald Niedermann, vengono letteralmente massacrati dallo stesso: si salverà con fatica solo Torstensson, ma Niedermann, rubate le pistole d’ordinanza e la macchina della polizia, inizia una lunga fuga. A questo punto, vista l’incompetenza di Paulsson, l’indagine passa nelle mani dell’ispettore Erlander che nel frattempo si tiene in contatto con il commissario Bublanski e i suoi uomini Sonja Modig e Jerker Holmberg che, quantomeno, tengono in dovuta considerazione le dichiarazioni di Mikael Blomkvist. Dopo alcuni riscontri positivi e soprattutto dopo aver fatto visionare il cosiddetto rapporto Bjorck, un documento segreto che Lisbeth aveva recuperato a casa del suo tutore Nils Bjurman in cui si spiegava come costruire una falsa perizia psichiatrica di infermità mentale per far rinchiudere Lisbeth, il gruppo d’indagine inizia a pensare che forse Blomkvist ha davvero ragione e che non c’è motivo di trattenerlo per porto d’armi abusivo, tanto più che Paulsson era appena stato sollevato dal suo incarico. Finalmente arriva una pista che potrebbe portare alla cattura di Niedermann: viene segnalata la scomparsa di una giovane infermiera vicino Alingsås dove viene anche ritrovata l’auto della polizia che Niedermann aveva rubato. Purtroppo però la stessa infermiera Anita Kasperssonn viene ritrovata poco dopo in piena notte infreddolita, terrorizzata e con le mani legate in una campagna vicino Seglora. Dopo essere stata rapita e rinchiusa nel bagagliaio della sua auto Niedermann ha deciso di liberarla e proseguire da solo: da ora in poi si perderanno totalmente le sue tracce. Zalachenko nel frattempo riceve la visita di un certo Jonas Sandberg, il quale sembra volerlo aiutare ad uscire da questa intricata situazione: ma chi è? E cosa vuole in cambio? Nella conversazione si capisce che Sandberg è un membro dei Servizi Segreti e intima a Zalachenko di costituirsi e scontare una pena seppur limitata. Zalachenko però non ci sta e pone una condizione: o lo tireranno fuori da questa spinosa situazione facendo sparire Lisbeth o lui rivelerà a tutto il mondo l’esistenza della Sezione Speciale d’Analisi meglio conosciuta come Sezione, un gruppo ultrasegreto costituito all’interno dei servizi segreti stessi, colpevole in passato di aver gestito in maniera pessima numerose situazioni delicate. La Sezione, che pena la sua stessa sopravvivenza non può permettersi di venire allo scoperto, inizia a prendere i primi provvedimenti in merito all’affare Zalachenko-Salander. Si riuniscono insieme vecchie glorie come Evert Gullberg, Fredrick Clinton, e Hans Von Rottinger insieme alle nuove leve Birger Wadensjöö, Otto Hallberg, Georg Nystrom, e Jonas Sandberg. In breve si decide di puntare tutto su due soggetti estranei alla Sezione ma interni alla Polizia: il procuratore Richard Ekstrom, brillante carrierista disposto a tutto per mettersi in mostra, e Hans Faste, allontanato dall’indagine da Bublanski perché omofobo e convinto che dietro la storia di Lisbeth ci sia una setta di sataniste lesbiche. La decisione più delicata invece viene presa da Gullberg che, per non sottostare al ricatto di Zalachenko, decide di ucciderlo per poi spararsi alla testa. Per coprire la sua identità però si finge un pazzo omicida inviando strane lettere di minaccia a diversi organismi pubblici. I pezzi del puzzle sembrano quasi essere andati a posto: Zalachenko è finalmente morto per mano di un povero pensionato infermo di mente, Lisbeth è accustata di triplice omicidio e probabilmente verrà rinchiusa nuovamente, Niedermann di certo farà perdere le sue tracce. Manca solo un ultimo tassello: far sparire tutte le copie del rapporto Bjorck. Nel tentativo di far ciò, viene forzato l’appartamento di Blomkvist e viene anche rapinata Annika Giannini, avvocato di Lisbeth e sorella di Mikael. Mikael capisce allora che qualcuno sta cercando di cancellare ogni traccia di Zalachenko e quindi, avendo capito di avere il telefono sotto controllo, finge con la sorella di non avere più nessuna copia del rapporto Bjorck: in realtà ne possiede ancora una ben al sicuro che avrebbe dovuto consegnare a Dragan Armanskij della Milton. Erika Berger, caporedattore di Millennium, è in crisi; ha deciso di lasciare la redazione di Millennium situata in Götgatan per passare alla conduzione dello Svenska Morgon Posten che invece è uno dei quotidiani più famosi di Svezia. Ciò che preoccupa Erika è il fatto che non ha tempo di avvisare Mikael Blomkvist, suo collega di redazione e soprattutto suo amante da sempre. La Sezione nel frattempo intuisce che Gunnar Bjorck era l’unico che, essendo a conoscenza del nascondiglio di Zalachenko, avrebbe potuto passare l’informazione a Bjurman, l’ex tutore di Lisbeth trovato morto, pertanto decide di eliminare Bjorck inscenando un finto suicidio. Mikael scopre di essere seguito e pedinato da un certo Goran Martensson e, sicuro di avere il telefono sotto controllo, ordina a Henry Cortez, giornalista di Millennium, di acquistare una partita di vecchi telefoni Ericsson T10 che verranno usati solo ed esclusivamente per parlare del caso Björck e soprattutto ordina a tutta la redazione di dormire a turni all’interno della redazione per non lasciarla mai incustodita. Oltre a questo, servono forze nuove: Mikael riesce ad ottenere l’appoggio di Dragan Armanskij e della Milton Security per l’indagine, ma a sua volta lo stesso Dragan afferma che senza qualcuno interno alla polizia, il lavoro potrebbe diventare impossibile. Sulla base di questa considerazione Dragan Armanskij decide di coinvolgere un suo vecchio amico di nome Torsten Edklinth, capo dell’ Ufficio per la tutela della Costituzione. Il contributo di Edklinth e del suo personale si rivelerà prezioso e di fondamentale importanza per la riuscita di questa indagine parallela, dal momento che le informazioni su Lisbeth sono in larga parte secretate e l’accesso ad esse risulta assai difficile se non impossibile. Nel frattempo all’ Ospedale Sahlgrenska il dottor Jonasson riceve la visita di Peter Teleborian, un misterioso psichiatra che in passato ha curato Lisbeth, che vorrebbe poter entrare nella stanza della ragazza: l’eccessiva insistenza del dottore, la cartella clinica mai consegnata e la vaghezza della descrizione patologica, spingono Jonasson a impedire l’incontro dello psichiatra con Lisbeth. Mikael ha avuto un’informazione interessante: c’è un addetto alle pulizie dell’Ospedale Sahlgrenska di nome Idris Ghidi, che in passato ha ricevuto aiuti da Kurdo Baksi, amico fraterno di Mikael. Mikael chiede a Ghidi un semplice favore: mettere un telefonino cellulare nel ripostiglio delle scope e sostituire le batterie ogni giorno senza fare altro; a fine lavoro poi potrà tenere il cellulare e ottenere un cospicuo compenso. Dopo Ghidi è la volta del dottor Jonasson, al quale dopo aver spiegato tutta la vicenda di Lisbeth, chiede di recapitarle il piccolo palmare Palm Tungsten T3 all’interno della camera d’ospedale. In questo modo Lisbeth, agganciandosi via bluetooth alla rete internet creata dal telefonino piazzato da Idris Ghidi, riuscirà ad entrare in rete e a contattare i suoi amici hacker per coinvolgerli nella preparazione della sua difesa al processo e inoltre a scrivere la sua autobiografia. Nella redazione di Millennium c’è grande agitazione: il reporter Henry Cortez ha scoperto un importante giro di sfruttamento della manodopera minorile in Thailandia che ha come protagonista la Vitavara, un’importante azienda edilizia svedese. Il problema sorge nel momento in cui, dopo un’accurata ricerca, si viene a scoprire che l’amministratore delegato della Vitavara è Magnus Borgsjo, capo dello Svenska Morgon Posten, il giornale dove si è appena trasferita la dimissionaria Erika Berger. Se Millennium dovesse pubblicare questa scottante inchiesta, la carriera di Erika potrebbe essere gravemente compromessa. Oltre a questo Erika inizia ad essere molestata da uno stalker che presumibilmente si trova all’interno della redazione. Le indagini in attesa del processo continuano: il procuratore Richard Ekstrom viene plagiato da Georg Nystrom, membro della Sezione che fa leva sul desiderio di Ekström di sentirsi importante. Ekström viene così indotto a pensare che Blomqvist conosca solo una parte della storia e che il rapporto Bjorck in circolazione non è che un falso. Ekström quindi solleva Bublanski dall’inchiesta e la rimette nelle mani di Hans Faste, l’altro poliziotto individuato dalla Sezione convinto della colpevolezza di Lisbeth. Malgrado questo nuovo ostacolo l’indagine parallela di Blomqvist prosegue grazie all’operato dell’ufficio tutela e di Monica Figuerola. L’agente Monica Figuerola esamina a fondo il rapporto Bjorck scoprendo che alcune parti sono verificabili, altre no. Scopre inoltre che l’uomo che pedina Blomkvist si chiama Goran Martensson e, tramite un espediente, riesce a scoprire che molto probabilmente è anche lui un membro della Sezione. Dalla sua stanza d’ospedale intanto Lisbeth è finalmente entrata in possesso del Palm Tungsten T3 e della rete internet; in questo modo può entrare in Hacker Republic e chiedere aiuto ai suoi amici, e tenersi aggiornata sugli sviluppi dell’inchiesta grazie a un gruppo Yahoo, che Mikael ha creato per lei, con cui scambiare informazioni. Nel frattempo però le condizioni di Lisbeth migliorano a vista d’occhio e questo è un grave problema perché non appena verrà dimessa, dovrà entrare nel carcere di Kronoberg e lì potrebbe essere nuovamente preda delle false perizie psichiatriche di Peter Teleborian, oltre a non poter seguire gli sviluppi dell’inchiesta. Il dottor Jonasson però, indispettito e insospettito dalle apparizioni di Teleborian, decide di inventare un peggioramento delle condizioni di salute di Lisbeth, in modo tale da poterla trattenere il più possibile al sicuro in ospedale. Su consiglio di Lisbeth, Plague e Trinity due membri di Hacker Republic, riescono a violare il pc di Ekstrom e a scoprire che qualcuno lo sta depistando, probabilmente qualcuno della Sezione; nel pc di Teleborian invece scoprono una fitta corrispondenza tra lui e Jonas Sandberg. L’agente Jerker Holmberg intanto riesce a strappare un appuntamento all’ex primo ministro Thorbjorn Falldin, che era in carica ai tempi dell’affare Zalachenko. Falldin capisce l’importanza vitale del suo contributo e per questo segnala il nome di un certo Bertil K. Janeryd, un esponente del suo governo che all’epoca era stato incaricato di interfacciarsi con la Sezione per seguire il caso Zalachenko. Bertil K. Janeryd confermerà che a capo di tutta la Sezione c’era niente meno che Evert Gullberg, l’assasino di Zalachenko. Come ulteriore prova Torsten Edklinth e Monica Figuerola scoprono che le false lettere inviate da Gullberg sono state inviate direttamente dall’Rps/Sak visto che i destinatari le hanno protocollate solo il giorno dopo. In sostanza i servizi segreti fecero girare la notizia delle lettere di un pazzo omicida ancor prima che fossero effettivamente recapitate. L’ufficio per la tutela della Costituzione è sempre più attivo nell’indagine tanto che decidono di aprire una collaborazione con Blomkvist: da questa collaborazione nascerà anche una storia d’amore tra Mikael e Monica Figuerola. La Sezione ha fretta di chiudere la situazione e in virtù di questo Teleborian si incontra con Ekstrom per fornire una nuova perizia psichiatrica che inchioderà Lisbeth, malgrado ancora non abbia avuto modo di visitarla, Blomqvist ne otterrà una copia tramite l'azione degli hacker Plague, Trinity e Lisbeth. Nel frattempo le indagini proseguono ed è sempre tutto più chiaro, ma quando Annika consegna a Ekstrom l’autobiografia di Lisbeth la Sezione inizia a preoccuparsi. Capiscono che Blomkvist li ha raggirati fino ad allora con mail e telefonate fittizie, e decidono di andare a vedere cosa bolle in pentola nella tipografia Hallvigs dove viene stampato Millennium. Arrivati sul posto capiscono il tutto: la tipografia è sotto il controllo della Milton Security e quindi Blomkvist ha di certo qualcosa d’importante da pubblicare. Decidono allora di infangare la credibilità di Blomkvist, nascondendo della droga e dei contanti in casa di quest’ultimo e assoldando i fratelli Nikolic per farlo fuori. Durante una cena in compagnia di Erika Berger al Samyrs Gryta, Mikael si vedrà puntare di fronte un mitra e riuscirà a salvarsi solo per una fortunata serie di coincidenze, non ultimo l’arrivo di Monica Figuerola e degli agenti di Bublanski. Nel frattempo la vicenda di Erika Berger si conclude: viene smascherato il suo stalker grazie a Lisbeth e Susanne Linder, ma soprattutto decide di non cedere al ricatto di Magnus Borgsjo: obbligherà direttamente la redazione dello Svenska Morgon Posten a pubblicare l’inchiesta sulla Vitavara di Henry Cortez, in modo da costringere Borgsjo alle dimissioni. Arriva finalmente il giorno del processo la strategia di Annika Giannini è quella di far sfogare in fretta l’accusa (proprio per questo l’abbigliamento di Lisbeth sembra essere studiato ad hoc) e basare la difesa sulle testimonianze di persone quali Blomkvist e il vecchio tutore Holger Palmgren, fino a sferrare l’attacco finale nei confronti di Teleborian, l’unico a sorreggere con le sue perizie inventate la credibilità delle accuse mosse a Lisbeth. Così è infatti. Teleborian viene smentito in ognuna delle sue affermazioni fino al culmine nella proiezione in aula del filmato in cui Nils Bjurman abusa sessualmente di Lisbeth. Viene richiesta e accolta la decadenza di ogni accusa nei confronti di Lisbeth. Lisbeth torna a casa, ma riparte subito dopo per Gibilterra dove passa un po’ di tempo al Rock Hotel e in una località chiamata The Peak, dove fa visita alle scimmie. Tra un bicchiere di Tullamore Dew e l’altro, trova il tempo di fare visita al suo curatore patrimoniale Jeremy Mac Millan e sentire come va il suo patrimonio milionario dopo l’affare Wennerstrom. Poi medita l’idea di andare a trovare Miriam Wu in quel di Parigi. Prende un aereo, la chiama e fissa un appuntamento. Le due ragazze si incontrano e scoprono ben presto che nulla è cambiato tra loro in merito alla loro amicizia o quello che sia. Dopo quest’ultimo giro Lisbeth fa ritorno a Stoccolma dove viene ricevuta dal suo avvocato Annika Giannini, che sommariamente elenca una serie di proprietà ereditate dal padre Zalachenko. Tra tutte è una a colpire l’attenzione di Lisbeth. Si tratta di un grande capannone industriale nei pressi di Norrtalje, in cui la ragazza prontamente si reca. Appena entra vede una serie di cose misteriose fino a trovare due corpi senza vita di altrettante donne immersi in una vasca. Dopo poco intuisce che quel locale è abitato e pochi attimi più tardi spunta nuovamente Niedermann. Lo scontro tra di due potrebbe mettere in grosse difficoltà la giovane Lisbeth che però, sfruttando la sua rapidità e agilità, riesce ad inchiodare letteralmente al pavimento il bestione con l’uso di una sparachiodi. Dopo aver immobilizzato Niedermann, Lisbeth chiama Sonny Nieminem membro del Motoclub Svavelsjo, il quale ha un conto aperto con Niedermann, invitandolo ad ucciderlo e spiegando per filo e per segno come raggiungere il capannone. In seguito avverte la polizia dell’imminente scontro tra i criminali con il risultato che Niedermann viene ucciso e anche Nieminem e Lundin vengono uccisi dalla Polizia. Il romanzo si chiude con Blomkvist che bussa alla porta di Lisbeth Salander: lo farà entrare o la vicenda è chiusa definitivamente?

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